Brand journalism: di cosa si parla

Il brand journalism ha segnato un significativo cambiamento nelle strategie di marketing tradizionali. Questo nuovo approccio fonde l’essenza informativa del giornalismo con gli obiettivi strategici del marketing, mirando a coinvolgere il pubblico con narrazioni avvincenti che evidenziano i valori, le innovazioni e l’elemento umano di un brand.

A differenza degli annunci convenzionali che promuovono apertamente prodotti o servizi, il giornalismo di brand cerca di costruire fiducia, credibilità e connessione con il pubblico, offrendo contenuti di valore che risuonano a livello personale. Il brand journalism è una forma sfumata di narrazione che combina le competenze di reportage tipiche del giornalismo con gli obiettivi strategici del marketing. Si concentra sulla creazione di narrazioni che coinvolgano e informino il pubblico, invece che sulla vendita diretta di un prodotto o servizio.

È nato dalla necessità per i marchi di distinguersi in un mercato saturo, dove i consumatori sono bombardati da pubblicità. Il giornalismo di marca offre un’alternativa, fornendo contenuti non solo pertinenti ma anche interessanti e coinvolgenti per il pubblico target. La mission del brand journalism è informare, coinvolgere e costruire una relazione con il pubblico. Funziona come una piattaforma per i marchi per condividere le loro storie, intuizioni e valori, creando un’immagine trasparente e autentica. Questa strategia è particolarmente efficace oggi, perché i consumatori apprezzano l’onestà e l’integrità dei brand che sostengono.

Perché le aziende hanno bisogno di fare brand journalism?

Oggi siamo continuamente esposti a pubblicità. Che sia lo spot televisivo o l’advertising online, la pubblicità è una costante nelle nostre vite. Il brand journalism è uno strumento per stabilire fiducia e credibilità con il pubblico e che fa pubblicità in modo indiretto. Fornisce contenuti che educano, intrattengono o ispirano. Le aziende possono dimostrare la loro conoscenza del settore e l’impegno a portare valore nella vita dei loro clienti. È un modo di promuoversi delicato e non aggressivo, che punta a creare un senso di fiducia e affidabilità, andando a lavorare sulla percezione del pubblico. I brand diventano fonti di informazioni preziose, non solo entità che spingono prodotti o servizi.

Questo tipo di giornalismo aiuta a migliorare la visibilità e l’impegno dell’azienda. Usa una narrazione coinvolgente e genera contenuti di alta qualità, che permettono di catturare l’attenzione del pubblico, incoraggiando condivisioni, commenti e discussioni sulle varie piattaforme. Gli utenti si sentono più connessi e coinvolti nella narrativa di brand.

Differenza tra brand journalism e ufficio stampa

Il brand journalism e gli uffici stampa tradizionali mirano entrambi a comunicare la narrazione di un’azienda al pubblico, ma lo fanno in modi profondamente diversi. L’obiettivo di descrivere l’azienda è al centro del lavoro di entrambi, ma le loro metodologie e risultati sono differenti.

  • Il giornalismo di brand si concentra sulla narrazione che risuona sia con i valori dell’azienda che con gli interessi del suo pubblico. Impiega tecniche giornalistiche per creare contenuti che siano coinvolgenti, informativi e spesso educativi. Va oltre la mera promozione per offrire un vero valore ai lettori. È proattivo nell’esplorare argomenti rilevanti per il settore del brand, affrontando questioni più ampie, tendenze e innovazioni. Questo approccio aiuta a posizionare l’azienda come opinion leader e fonte di informazioni affidabile nel suo settore.
  • L’ufficio stampa, invece, ha un ruolo più reattivo, si occupa di comunicati stampa, dichiarazioni ufficiali e risposte alle richieste dei media. I suoi contenuti sono spesso più formali e si concentrano direttamente sulle attività, i successi e i lanci di prodotti dell’azienda. Sebbene svolga un ruolo importante nella gestione dell’immagine e della comunicazione aziendale, manca della profondità narrativa e del focus sul coinvolgimento del pubblico che caratterizza il brand journalism.

La differenza principale risiede nell’approccio narrativo e nel coinvolgimento del pubblico.

Esempi di Brand journalism di successo

Diverse aziende hanno investito nel brand journalism, creando contenuti che non solo hanno migliorato la loro immagine ma hanno coinvolto significativamente anche il loro pubblico target.

  1. All’inizio degli anni 2000, McDonald’s era vicina al fallimento. Le accuse di essere uno dei principali responsabili dell’obesità negli Stati Uniti e di produrre cibo considerato poco salutare e di bassa qualità stavano piano piano allontanando le persone dalla catena di fast food. Larry Light, all’epoca a capo dell’ufficio marketing e padre del brand journalism, ha rivoluzionato le strategie pubblicitarie, introducendo piani di comunicazione che puntavano non solo su prodotti come patatine e panini, ma anche su contenuti di qualità che intrecciavano notizie su iniziative di responsabilità sociale, permettendo al marchio di instaurare un dialogo basato sulla fiducia con i consumatori.
  2. Nel 2012, Coca Cola ha trasformato il suo sito istituzionale in un magazine online che trattava temi di interesse generale, sociale, sostenibile e imprenditoriale. Ha adottato una strategia di brand journalism per comunicare in modo autentico su vari argomenti come economia, sport, cibo e bevande, innovazione, lavoro, diversità e inclusione. Il Coca-Cola Journey mira a ispirare e informare i lettori con contenuti generati dagli utenti, video, podcast e fotografie, cercando di creare un legame emotivo con il pubblico. Il sito presenta anche articoli sulla storia del marchio, pubblicità, curiosità e il suo approccio alla sostenibilità ambientale e all’impegno sociale, sottolineando la visione futuristica ma tradizionale di Coca Cola.
  3. Lines, marchio di punta nel mercato degli assorbenti, ha recentemente trasformato il sito web in una piattaforma editoriale focalizzata sulle donne, creando uno spazio per condividere informazioni affidabili su argomenti come ginecologia, sessualità e mestruazioni. Questa evoluzione riflette l’impegno dell’azienda nell’ascoltare attivamente le donne, cercando di comprendere il loro universo e le loro necessità. L’intento è quello di instaurare un dialogo aperto e sincero con un pubblico ben definito, che varia per conoscenze e fascia di età, ma che è al contempo diversificato. Il principale obiettivo di Lines, e il suo maggior valore aggiunto, è superare i tabù al fine di favorire un dialogo su temi intimi e sensibili, legati ai suoi prodotti e di rilevanza sociale. In questo modo sta diventando una voce dei valori femminili. Campagne di brand journalism come #parliamodavvero rappresentano un efficace strumento per combattere i pregiudizi e favorire un approccio più aperto su tematiche ancora considerate scomode.

In che modo il giornalismo d’impresa crea valore per il brand

Una strategia di brand journalism ben eseguita si allinea ai valori fondamentali del brand e parla direttamente al suo target. I brand possono stabilire una forte connessione emotiva con il loro pubblico, fornendogli costantemente contenuti di alta qualità. La creazione di una magazine aziendale, che sia un giornale digitale o cartaceo, funge da strumento eccellente in questa strategia, offrendo una raccolta curata di storie, interviste e approfondimenti che riflettono l’identità e i valori di brand.

Investire nel brand journalism porta diversi benefici a lungo termine. Oltre all’impegno immediato e alla visibilità, contribuisce a costruire una solida base di fiducia e credibilità. Attraverso contenuti che aggiungono valore, le aziende possono posizionarsi come leader del loro settore e fonti attendibili di informazioni e approfondimenti. Tutto questo può avere un impatto significativo sulla SEO, perché i contenuti di qualità tendono ad attrarre backlink e traffico organico, migliorando ulteriormente la visibilità online del sito web aziendale. Inoltre, un pubblico fidelizzato è più propenso a fare da ambassador per il brand.

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