Employer Branding: la chiave per attrarre e fidelizzare i talenti migliori

L’employer branding è un’ottima strategia per le aziende che vogliono attrarre i migliori talenti disponibili sul mercato. Questo strumento va oltre l’identità aziendale; racchiude l’essenza di un’azienda come luogo di lavoro, influenzando la percezione sia dei potenziali che degli attuali dipendenti. Per gli HR è un ottimo alleato, perché, grazie alla sua efficacia, va a impattare direttamente sulla crescita aziendale.

Cos’è l’employer branding e perché è importante?

L’employer branding è il processo di gestione e influenza della reputazione di un’azienda come datore di lavoro tra le persone in cerca di un impiego, i dipendenti e gli stakeholder principali. Comprende tutto, dalla cultura aziendale e i valori ai benefici e all’ambiente di lavoro offerti ai dipendenti. Oggi le persone scelgono le aziende a cui mandare il proprio curriculum sulla base dei valori aziendali oltre che dei benefit e delle specifiche della posizione lavorativa.

Questo tipo di branding fa da intersezione tra la gestione HR e il marketing, fungendo da ponte tra i valori aziendali e le sue strategie di acquisizione e fidelizzazione dei talenti. Una strategia di employer branding efficace non solo posiziona un’azienda come datore di lavoro di prima qualità, ma migliora anche il suo vantaggio competitivo nel mercato del lavoro. Si tratta di creare una narrazione che risuoni con i dipendenti attuali e potenziali, assicurando che la visione, la cultura e le esperienze dei dipendenti dell’azienda si allineino con ciò che i talenti cercano in un luogo di lavoro ideale.

Il ruolo dell’employer branding nel mercato del lavoro odierno

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, il mercato del lavoro ha subito una profonda trasformazione. La digitalizzazione e le nuove forme di lavoro hanno fatto sì che le persone cambiassero approccio al mondo del lavoro. Per questo è sempre più importante per le aziende fare employer branding e comunicare ai potenziali dipendenti i propri valori e la propria offerta.

Oggi chi cerca lavoro ha accesso a una grande quantità di informazioni sui potenziali datori di lavoro, cosa che fino a qualche anno fa non era pensabile. Piattaforme come LinkedIn, Glassdoor e Indeed offrono approfondimenti sulla cultura aziendale, recensioni dei dipendenti e benchmark salariali. Per questo è bene assicurarsi che le informazioni riguardati la propria azienda come luogo di lavoro siano positive e vere.

I social media e le piattaforme online hanno amplificato la portata e la visibilità dei brand. Un post di un dipendente che condivide un’esperienza di lavoro positiva può migliorare significativamente la reputazione di un’azienda, rendendola più attraente agli occhi dei talenti. Nei settori in cui competenza, serietà e capacità di innovare sono molto richieste, un distintivo employer brand sano ed efficace può aiutare un’azienda a distinguersi dai suoi concorrenti. Non si tratta più solo del pacchetto benefit o della RAL, i candidati cercano sempre di più datori di lavoro i cui valori si allineano con i loro, offrendo lavoro gratificante e opportunità di crescita.

Benefici di un employer branding efficace

Un employer branding gestito in modo efficace produce numerosi benefici, influenza le possibilità di reclutare persone davvero competitive sul mercato e migliora il morale dei dipendenti. Secondo noi sono 3 i benefici principali:

  1. Attrarre candidati di alto livello: le aziende con una reputazione forte e positiva come datori di lavoro attraggono non solo più candidati, ma candidati di migliore qualità. Questo perché sono percepite come luoghi desiderabili in cui lavorare, dove i dipendenti possono crescere e sviluppare la loro carriera.
  2. Miglioramento della soddisfazione dei dipendenti: un employer branding positivo aiuta a far rimanere in azienda i migliori talenti rafforzando la loro decisione di rimanere e contribuire alla crescita aziendale. I dipendenti soddisfatti si impegnano di più e sono più produttivi e leali, il che riduce i tassi di turnover e i costi associati.
  3. Cultura aziendale positiva: le strategie di employer branding spesso mettono in luce la cultura e i valori aziendali, attraendo individui che condividono ideali simili. Questo allineamento può favorire un ambiente di lavoro più coeso e positivo, stimolando il lavoro di squadra e l’innovazione.

Come costruire una strategia di employer branding vincente

Creare una strategia di employer branding di successo richiede diversi step fondamentali, ciascuno dei quali contribuisce a come il brand è percepito sia dai potenziali che dagli attuali dipendenti. Una employer branding strategy richiede un’analisi accurata dell’esperienza che i dipendenti vivono come lavoratori di un’azienda. Dopo di che bisogna capire i punti di forza e di debolezza e, infine, come migliorare le criticità.

Definire la propria EVP (Employee Value Proposition)

La Proposta di Valore per i Dipendenti è la base della strategia di employer branding. Definisce l’essenza di ciò che rende unica l’azienda come datore di lavoro, inclusi i benefici, le opportunità e la cultura che i dipendenti possono aspettarsi. Per creare un’EVP convincente bisognerebbe somministrare ai dipendenti sondaggi e fare interviste per comprendere cosa apprezzano maggiormente del lavorare per l’azienda.

Questa fase è molto delicata e bisogna approcciarsi con mente aperta. Si potrebbero raccogliere dei feedback inaspettati, anche negativi. Sono molto importanti per poter migliorare l’ambiente di lavoro. Se si vuole investire in employer branding bisogna che la proposta di valore per i dipendenti e l’ambiente di lavoro reale siano allineati.

È importante capire cosa l’azienda possa offrire. Avanzamento di carriera? Approccio green? Ambiente inclusivo? Una volta chiarito il tutto, la employer value proposition dovrà essere comunicata all’esterno in modo coerente, su tutti i canali scelti e i punti di contatto possibili con chi sta cercando lavoro.

Comunicare la propria employer brand identity

Comunicare efficacemente la propria employer brand identity è importante per assicurare che il messaggio raggiunga il target. Per questo bisogna assicurarsi che l’employer brand sia rappresentato in modo coerente su tutti i canali, inclusi il sito web, i social media, le offerte di lavoro e i materiali di marketing.

I dipendenti dovrebbero diventare ambasciatori del brand. Le loro storie e testimonianze possono essere potenti nel mostrare la cultura aziendale e i valori.

Attrezzi e canali per l’employer branding

Sfruttare gli strumenti e i canali giusti per trasmettere l’employer branding al pubblico giusto fa la differenza tra una comunicazione efficace e un totale flop. Piattaforme come LinkedIn, X e Instagram possono essere utilizzate per mostrare e raccontare la cultura aziendale, celebrare i successi dei dipendenti e pubblicare annunci di lavoro. Il sito aziendale dovrebbe avere una sezione carriere che non dovrebbe solo elencare le posizioni aperte, ma anche offrire uno sguardo su cosa significa lavorare nell’azienda. Le testimonianze dei dipendenti, benefici e informazioni sulla cultura aziendale sono elementi che non dovrebbero mai mancare.

I dipendenti hanno un ruolo centrale nella buona riuscita di una strategia di employer branding. Sarebbe importante che condividessero la loro esperienza sui loro canali. Non esiste migliore riprova sociale dell’esperienza di un dipendente felice e soddisfatto di lavorare per un’azienda. Dovrebbero farlo spontaneamente e senza nessun tipo di pressione. Le persone si rendono conto se un contenuto è genuino o è costruito a tavolino.

Misurare l’efficacia dell’employer branding

Per capire se la strategia adottata funzione, bisogna monitorala e cercare di comprendere quanto sia efficace e se c’è qualcosa da modificare e come intervenire per aggiustare il tiro.

KPI per l’employer branding

Scegliere i KPI giusti permette di tracciare accuratamente il successo della strategia di employer branding. Sono 3 i KPI essenziali da monitorare:

  1. Tasso di candidature: bisogna tracciare il numero di candidature ricevute per le offerte di lavoro. Un tasso più alto suggerisce che la strategia sta risuonando bene con i potenziali candidati.
  2. Tasso di turnover dei dipendenti: fornisce approfondimenti sui tassi di ritenzione dei dipendenti. Un tasso di turnover più basso indica un forte employer branding e un ambiente di lavoro sano che mantiene i dipendenti soddisfatti e coinvolti.
  3. Coinvolgimento delle campagne di employer branding: bisogna misurare come il target interagisce con i contenuti di branding sui social media e altre piattaforme. Tassi di coinvolgimento elevati possono significare una comunicazione efficace.

Best practices per l’analisi dei dati

Per sfruttare al meglio i dati raccolti tramite i tuoi KPI, bisogna stabilire una routine per monitorare regolarmente i KPI e compilare report per tracciare i progressi nel tempo. È molto importante avere una visione chiara sul lungo periodo. Per lo stesso motivo, vanno confrontate le performance con i benchmark del settore o con le prestazioni passate per valutare in che punto ci si trovi e identificare le aree di miglioramento.

Inoltre, bisogna utilizzare i dati per avere insight da tradurre in azioni. In questo modo si può capire, per esempio, quali contenuti funzionano meglio e, quindi, su cosa investire.

Employer branding e corporate branding: le differenze

Sebbene strettamente correlati, l’employer branding e il corporate servono a scopi diversi e si rivolgono a pubblici differenti. Comprendere le loro differenze e i punti di intersezione è importante per una strategia di brand coerente. Il corporate branding serve all’azienda per comunicare al target la propria offerta, i propri valori e guadagnare la propria fetta di mercato.

Detta le linee guida per la brand identity, la verbal identity e fa sì che l’azienda diventi un brand ben riconoscibile e amato dal target. L’employer branding, come abbiamo detto già diffusamente, serve a “vendere” il posto di lavoro, a far percepire l’azienda come un datore di lavoro desiderabile. Entrambi servono a comunicare all’esterno, ma per scopi diversi. Tra i due ci sono anche delle connessioni.

Punti di contatto tra employer branding e corporate branding

Entrambe le strategie di branding dovrebbero nascere dagli stessi valori fondamentali del brand e dalla mission, così da creare coerenza su come il brand è percepito dai clienti e dai potenziali/attuali dipendenti. Mentre il branding aziendale si concentra sulla costruzione di una relazione con i clienti, l’employer branding mira ad attrarre e trattenere i talenti. Insieme, contribuiscono alla reputazione e al successo complessivi dell’azienda.

Come allineare le due strategie

Allineare le strategie di employer e corporate branding richiede uno sforzo coordinato tra le varie parti dell’azienda. È fondamentale creare una linea di comunicazione sia all’interno che all’esterno. La collaborazione tra HR, marketing e altri dipartimenti dovrebbe essere incoraggiata e facilitata per garantire un’esperienza di brand coerente sia per i candidati che per i clienti. Bisogna poi stabilire dei meccanismi per il feedback da parte dei dipendenti e dei clienti per rifinire e migliorare continuamente entrambe le strategie di branding.

Conclusione

L’employer branding è diventato un elemento indispensabile per una strategia aziendale efficace nel mercato del lavoro di oggi. Comunicando efficacemente ciò che rende un’azienda un ottimo luogo di lavoro, si possono attrarre talenti di primo livello, migliorare la soddisfazione e la ritenzione dei dipendenti e, in ultima analisi, migliorare il successo aziendale. Allineando il corporate e l’employer branding ci si assicura un’esperienza di brand coerente e autentica per tutti gli stakeholder, rafforzando la reputazione dell’azienda come datore di lavoro e come brand affidabile sul mercato.

L’employer branding non è uno sforzo una tantum, ma un processo continuo di coinvolgimento, valutazione e adattamento. Misurando l’efficacia delle strategie, rimanendo sintonizzati sulle aspettative in evoluzione dei dipendenti e degli aspiranti tali e garantendo l’allineamento con il brand, si può costruire un forte employer brand che risuona sia con i dipendenti attuali che con quelli potenziali.

Investire nell’employer branding non è solo questione di avere il team al completo oggi. Si tratta di costruire un brand resiliente e attraente che resisterà alle prove del tempo, assicurando che l’ azienda continui ad attrarre e trattenere i migliori talenti per gli anni a venire.

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