Ottimizza la velocità di caricamento e conquista i tuoi utenti

La velocità di caricamento di un sito web è un fattore determinante per le sue performance e il suo ranking. Google gli dà molto peso perché impatta direttamente sull’esperienza utente. Un sito che carica in più di 3 secondi è considerato lento e, di solito, viene abbandonato più di frequente.

Perché la velocità di caricamento è importante?

Secondo una ricerca pubblicata su Thinking With Google un secondo di attesa in più determina la perdita di un 20% di convertion rate. Il 54% delle persone sente aumentare il senso di frustrazione se il sito è lento, soprattutto nel settore retail. Amazon ha scoperto che ogni miglioramento di 100millisecondi nella velocità del sito porta un incremento del fatturato dell’1%. Le prestazioni di caricamento incidono anche sulla percezione che le persone hanno dell’azienda. Peggiori sono le prestazioni, peggiore è la percezione di affidabilità e professionalità del brand.

10 consigli per ottimizzare la velocità di caricamento

Ci sono molti fattori che incidono sulla velocità di caricamento di un sito web. Possiamo tranquillamente dire che, nonostante i parametri di riferimento siano sempre gli stessi, ogni sito funziona a modo suo e questo richiede di intervenire sempre in modo personalizzato. Oggi vogliamo condividere 10 consigli per ottimizzare la velocità di caricamento del sito, che sono utili nella maggior parte dei casi.

1. Ottimizza le immagini

Le immagini sono parte integrante dell’esperienza utente, aiutano a coinvolgerlo, spezzano il testo e migliorano l’attrattiva visiva del sito. Tuttavia, sono, di solito, le colpevoli principali del rallentamento dei siti. Vediamo come ottimizzarle:

  • Comprimere le immagini: prima di caricare qualsiasi immagine, bisogna utilizzare strumenti come TinyPNG o Squoosh per comprimerle. Questi strumenti possono ridurre significativamente le dimensioni dei file mantenendo la qualità visiva.
  • Scegliere il formato giusto: JPEG è adatto per foto con molti colori, mentre i PNG sono migliori per immagini con trasparenza o grafiche più semplici. Il formato WebP, che supporta sia la compressione con perdita che senza perdita, offre caratteristiche di compressione e qualità superiori rispetto a JPEG e PNG. È consigliato anche da Google, quindi è meglio sceglierlo, in quanto formato più moderno.
  • Usare immagini responsive: le immagini dovrebbero vedersi bene su tutti i dispositivi utilizzando l’attributo `srcset` in HTML. Questo permette al browser di scegliere la dimensione dell’immagine più appropriata, riducendo il carico di dati inutile su schermi più piccoli. Ma attenzione, questo non vuol dire che le dimensioni delle immagini non vadano comunque inserite.
  • Lazy loading: implementare il lazy loading in modo che le immagini vengano caricate solo quando stanno per entrare nel viewport, ovvero nello spazio visibile. Questo può ridurre drasticamente i tempi di caricamento della pagina iniziale, specialmente per pagine con molte immagini. È molto importante escludere dal lazy loading tutte le immagini nell’above the fold.
  • Ottimizza il content delivery: se il sito web ha un pubblico che si connette da varie parti del mondo, è molto complesso ed è ricco di immagini, si può considerare l’utilizzo di una Content Delivery Network, CDN, per caricare e far apparire le immagini. Le CDN distribuiscono i contenuti attraverso più server in tutto il mondo, riducendo la distanza che i dati devono percorrere per raggiungere l’utente. Della CDN parleremo meglio più avanti.

2. Minimizzare il codice HTML, CSS e JavaScript

La minimizzazione è una tecnica semplice ma efficace per ridurre le dimensioni dei file rimuovendo caratteri non necessari dai file HTML, CSS e JavaScript. Questi caratteri non necessari includono spazi vuoti, caratteri di nuova linea, commenti e delimitatori di blocco, che non influenzano l’esecuzione ma aumentano le dimensioni del file.

  • HTML: si possono usare strumenti come HTMLMinifier per rimuovere spazi vuoti non necessari, commenti e altre ridondanze.
  • CSS: CSSNano e CleanCSS sono scelte popolari per comprimere i file CSS. Rimuovono gli spazi, i commenti e le regole CSS ridondanti.
  • JavaScript: UglifyJS e Terser sono strumenti efficaci per minimizzare i file JavaScript. Riducono le dimensioni del file rimuovendo caratteri non necessari e rinominando le variabili con nomi più corti dove possibile.

Minimizzare il codice può rendere il tuo sito più veloce riducendo la quantità di codice che deve essere scaricato, analizzato ed eseguito dal browser. Questo processo può essere automatizzato utilizzando strumenti di build come Webpack, Gulp o Grunt, che possono eseguire la minimizzazione come parte del loro processo di build, facendo sì che il codice sia sempre ottimizzato.

L’obiettivo della minimizzazione non è solo migliorare i tempi di caricamento ma anche migliorare l’esperienza utente generale rendendo tutto più efficiente e reattivo. Sebbene quelli proposti siano strumenti validi, prima di intervenire è sempre meglio rivolgersi a degli esperti per l’analisi tecnica, così da intervenire solo dove necessario.

3. Utilizzare una CDN (Content Delivery Network)

Una Content Delivery Network è una rete di server distribuiti in vari punti del mondo, progettata per consegnare contenuti, inclusi immagini, video, fogli di stile e file JavaScript, agli utenti in modo più efficiente in base alla loro posizione geografica. Sono 4 i fattori che rendono determinanti le CDN per le prestazioni dei siti web:

  1. Riduzione della latenza: memorizzando contenuti su server vicini alla posizione degli utenti, le CDN minimizzano la distanza che i dati devono percorrere, riducendo così la latenza e accelerando la consegna dei contenuti.
  2. Bilanciamento del carico: durante i picchi di traffico, le CDN possono distribuire il carico su più server, prevenendo che un singolo server diventi un collo di bottiglia, creando rallentamenti e problemi nella UX, il che può migliorare le prestazioni del sito e ridurre il rischio di inattività.
  3. Migliore sicurezza: molte CDN offrono funzionalità di sicurezza come protezione DDoS e certificati di sicurezza, aggiungendo un ulteriore livello di protezione contro le minacce informatiche comuni.
  4. Scalabilità: Le CDN possono gestire improvvisi picchi di traffico senza bisogno di interventi manuali, garantendo che il sito rimanga veloce e disponibile anche sotto carichi pesanti.

Integrare al sito web una CDN può essere relativamente semplice. Ci sono molti fornitori di hosting che offrono servizi CDN come parte dei loro pacchetti o che hanno partnership con fornitori diCDN. Memorizzando le risorse statiche su una CDN, ci si assicura che gli utenti in tutto il mondo ricevano dati dal server più vicino, rendendo il sito più veloce e più affidabile.

4. Scegliere un hosting performante

Un sito web veloce nasce anche dalla scelta di un hosting performante. Un hosting web ad alte prestazioni può influenzare notevolmente la reattività e l’affidabilità di un sito. Come scegliere un buon hosting?

  • Posizione del server: la posizione fisica dei server di hosting può influenzare la velocità del sito per gli utenti che si connettono da varie parti del mondo. Quindi è bene scegliere un host con server vicini al target.
  • Allocazione delle risorse: bisogna controllare che il piano di hosting fornisca risorse sufficienti, come CPU, RAM, spazio su disco, per gestire comodamente il traffico del sito web e la complessità dei contenuti.
  • Tecnologia: i servizi di hosting che utilizzano dischi a stato solido, SSD, anziché dischi rigidi tradizionali sono migliori. Gli SSD offrono tempi di accesso ai dati più veloci e migliorano le prestazioni di caricamento.
  • Garanzia di uptime: l’hosting dovrebbe offrire garanzie di uptime elevate (99,95% o superiore), così da assicurare che il sito sia sempre disponibile per gli utenti.
  • Scalabilità: il servizio di hosting dovrebbe permettere di aggiornare facilmente il piano man mano che il sito cresce, assicurando in questo modo che un aumento del traffico non rallenti la velocità di caricamento.

Investire in un hosting di qualità è essenziale per mantenere un sito veloce e affidabile. Anche se può essere allettante scegliere opzioni più economiche, bisogno ricordare che le prestazioni del sito web possono avere un impatto significativo sull’esperienza utente e sui ranking SEO. Scegliere un fornitore di hosting che corrisponda alle tue esigenze di prestazione è un investimento nel successo del sito web.

5. Sfruttare la cache del browser

La cache del browser consente ai browser web di memorizzare copie delle risorse del sito sul dispositivo dell’utente per un periodo specifico. Quando un utente ritorna su un sito, il browser può caricare le risorse dalla memoria locale invece di scaricarle nuovamente, riducendo notevolmente i tempi di caricamento. Come si ottimizza la cache del browser?

  • Configurare gli header cache-control: usare l’header HTTP `Cache-Control` per definire il tempo massimo per diversi tipi di contenuto. In questo modo i browser sapranno per quanto tempo memorizzare le risorse in cache prima di richiedere una copia fresca dal server.
  • Sfruttare gli header ETag: gli Entity Tags sono identificatori assegnati ai file sul server. Se la versione in cache di un file nel browser corrisponde all’ETag, il server può istruire il browser a usare la versione in cache, riducendo i trasferimenti di dati non necessari.
  • Ottimizzare la cache policy: non tutte le risorse necessitano della stessa durata di cache. Le risorse statiche come loghi e fogli di stile possono essere memorizzate in cache per periodi più lunghi, mentre i contenuti dinamici potrebbero richiedere una durata di cache più breve o nessuna memorizzazione in cache.

Configurare la strategia di caching del sito può fare una grande differenza nei tempi di caricamento per i visitatori di ritorno. Strumenti come Google PageSpeed Insights possono aiutare ad analizzare l’attuale cache policy e suggerire miglioramenti. Implementare queste strategie non solo migliorerà la velocità di caricamento del sito, ma anche l’esperienza utente complessiva, portando a un maggiore coinvolgimento e tassi di conversione.

6. Ottimizza i font web

I font sono una caratteristica comune del design e sul sito web rivestono una grande importanza anche per quanto riguarda l’accessibilità del sito e la sua velocità di caricamento. I font web vanno ottimizzati e gestiti correttamente. Ci sono 5 best practice da adottare con i font per far sì che non appesantiscano il sito.

  • Limitare le varianti di font: ogni stile e peso di un font richiede un file separato, questo comporta un aumento della dimensione complessiva del download. Per questo motivo, va limitato l’uso degli stili e dei pesi a quelli essenziali.
  • Scegliere formati moderni: i formati come WOFF2 offrono una compressione superiore e tempi di caricamento più rapidi rispetto ai formati più vecchi. Prioritizzare questi quando si specificano le risorse dei font nel CSS, aiuta a mantenere il caricamento dei font leggero.
  • Ospitare font in locale: anche se l’uso di font da un servizio di terze parti può essere comodo, ospitare i font sul proprio server, soprattutto quando si usa una CDN, può ridurre le ricerche DNS e accelerare il caricamento.
  • Pre-caricare i font chiave: inserendo nella sezione <head> un link “preload” per indicare al browser che alcuni font sono critici e dovrebbero essere caricati all’inizio del processo di caricamento della pagina, permette di dare delle priorità al browser e di ottimizzare la gestione delle risorse.
  • Usare font display swap: per evitare che i testi non si vedano mentre i file dei font si stanno caricando, il “Flash of Unstyled Text” o FOUT, si può usare la proprietà `font-display: swap;` nel CSS. questo garantisce che il testo venga mostrato immediatamente con un font di riserva e poi sostituito con il font web una volta caricato.

Queste azioni aiutano a minimizzare l’impatto dei font web sulla velocità di caricamento del sito, garantendo che le scelte di design migliorino l’esperienza utente.

7. Disattiva plugin e script non necessari

Plugin e script di terze parti possono fornire funzionalità preziose ma contribuire anche al sovraccarico della pagina e al rallentamento del sito. Per questo motivo bisogna revisionare i plug-in installati con regolarità e disabilitare e disinstallare quelli che non servono. Si può anche testare se ci sono plug-in che impattano in modo significativo sulle performance e valutare di sostituirli con altri più performanti.§
Quando si usano script di terze parti, un esempio è quello del Pixel di Facebook, questi possono appesantire molto il sito: per questo va sempre valutato molto bene se siano davvero necessari e nel caso in cui non lo fossero eliminarli. Anche per gli script, così come per le immagini si può usare il lazy loading per quelli non critici.

Razionalizzando il numero e l’impatto di plugin e script, si può ridurre significativamente il tempo di caricamento del sito, migliorando sia l’esperienza utente che le prestazioni SEO.

8. Aggiorna il tuo software e CMS

Mantenere aggiornato il sistema di gestione dei contenuti, CMS, i temi e i plugin è fondamentale sia per la sicurezza che per le prestazioni. Gli aggiornamenti spesso includono ottimizzazioni che possono migliorare la velocità e l’efficienza del sito. In questo caso c’è bisogno di pianificare tutto al meglio. Se ci sono aggiornamenti automatici che possono essere fatti senza creare problemi, allora si possono impostare. Per tutti gli altri va creata una pianificazione attenta e regolare.

Prima di applicare gli aggiornamenti al sito live, sarebbe meglio testarli in un ambiente di staging per essere sicuri che non creino problemi o conflitti. Molti sistemi CMS, come WordPress, dipendono dai database. Una buona manutenzione dei database è di vitale importanza, così com’è sempre importante fare backup prima di ogni aggiornamento.

9. Monitorare la velocità del sito web

Il monitoraggio continuo è essenziale per capire come si comporta il sito web in diverse condizioni e per identificare opportunità di miglioramento. Strumenti come Google PageSpeed Insights, GTmetrix o Pingdom sono ottimi per farlo. Per avere un quadro chiaro sulle prestazioni bisogna misurare l’impatto delle ottimizzazioni e monitorarle nel tempo.

Con l’uso di strumenti specifici possono essere rilevati problemi precisi, come dimensioni dei file eccessive, tempi di risposta del server lenti o risorse che bloccano il rendering. Quando emergono, bisogna intervenire tempestivamente. I test regolari possono aiutare a vedere come le modifiche influenzano la velocità del sito e aiutano a capire cos’altro ottimizzare.

Monitorare e ottimizzare la velocità di un sito è un processo continuo, perché aggiornamenti di contenuti, nuovi plugin e cambiamenti nel comportamento degli utenti possono tutti influenzare le prestazioni. Brutta notizia: con le performance del sito non c’è mai davvero un punto di arrivo che permetta di smettere di monitorarle.

10. Utilizzare HTTP/2

HTTP/2 è un protocollo di rete avanzato che rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al suo predecessore, HTTP/1.1. È stato progettato per affrontare alcune delle inefficienze e limitazioni della versione precedente, con l’obiettivo di migliorare la velocità e l’efficienza della comunicazione su Internet. Permette il trasferimento simultaneo di più file su una singola connessione, riducendo notevolmente la latenza, perché elimina la necessità di stabilire nuove connessioni per ogni richiesta. In questo modo la velocità di caricamento è complessivamente più rapida.

HTTP/2 introduce anche il concetto di prioritizzazione delle richieste, permettendo ai client di indicare l’importanza di certe risorse rispetto ad altre. In questo modo, è possibile per i server di ottimizzare l’ordine di consegna delle risorse, migliorando l’efficienza del caricamento delle pagine e l’esperienza utente finale. Un altro vantaggio di HTTP/2 è la compressione degli header, utilizzando un meccanismo chiamato HPACK, che riduce la quantità di dati trasmessi e, di conseguenza, accelera il processo di caricamento.

Infine, porta un miglioramento generale della sicurezza. Anche se il protocollo stesso non richiede l’uso di HTTPS, nella pratica, la maggior parte delle implementazioni di HTTP/2 lo fa, portando all’adozione di una comunicazione crittografata e più sicura su Internet.

Conclusione

Ottimizzare la velocità di caricamento di un sito web è fondamentale per offrire un’esperienza utente positiva, migliorare i ranking SEO e raggiungere i propri obiettivi online. L’ottimizzazione del sito web è un processo continuo. Il monitoraggio regolare, il testing e l’aggiornamento sono essenziali per mantenere e migliorare le prestazioni nel tempo. Dedicarsi all’ottimizzazione della velocità porterà miglioramenti tangibili nell’engagement degli utenti, nei tassi di conversione e nel successo generale del progetto.

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